Ultimo aggiornamento: ottobre 2020

 2018 Milano Q.re Corvetto

Quarta sperimentazione di una Zona 30 dal basso in Italia

 P.za San Luigi e via Scrivia

 10-13 maggio 2018

Zona 30, gente contenta

Il 5 maggio 2017 - su invito dei Genitori Antismog che avevano promosso l'incontro - ho avuto l'occasione di presentare al Sindaco di Milano Giuseppe Sala e all'assessore alla mobilità Granelli le prime sperimentazioni di Zone 30 da me curate.

Da questo primo incontro è nata la prima sperimentazione di Zona 30 dal basso milanese, “TréntaMi: Zona 30, gente contenta”, realizzata con Genitori Antismog e Fiab Milano Ciclobby con la collaborazione del Comune di Milano e Confesercenti Milano e il contributo fondamentale dei cittadini e della Social Street del quartiere Corvetto.  

Marco Ferrari, Presidente di Genitori Antismog:

"Ho avuto modo di conoscere l'architetto Matteo Dondè quasi 10 anni fa ai tempi della campagna #salvaiciclisti. Matteo Dondè è stato in grado di portare all'interno del movimento un approccio scientifico che evidenziava l'importanza della moderazione del traffico a vantaggio della sicurezza di tutti gli utenti della strada, andando quindi al di là del focus sulla sola bicicletta e della generica esigenza di "salvare i ciclisti". Un'altra grande capacità dell'architetto Dondè è quella di saper spiegare in modo semplice concetti tecnici non sempre immediatamente intuitivi.

Seguendo quindi i suoi lavori nel corso degli anni, ho avuto modo di apprezzare la sperimentazione di Zona 30 realizzata a Terni in occasione del Festival dell'Architettura del 2013. Mi avevano molto colpito le foto del "prima" e del "dopo". Ricordando quell'esperienza, nel 2017, in occasione di in uno degli incontri che ogni tanto abbiamo con l'amministrazione milanese per presentare e illustrare i nostri progetti, mi è venuta l'idea di proporre di realizzare a Milano quello che in altre città d'Europa e del mondo veniva già fatto e che Dondè aveva portato per primo in Italia: una Zona 30 realizzata dal basso.

Mi ricordo bene quella telefonata: "Matteo, tu la vedi fattibile una sperimentazione di Zona 30, come quelle che hai già realizzato, a Milano? Che budget può servire? Vorrei proporla a Granelli e Sala". Così siamo finiti a Palazzo Marino noi Genitori Antismog, con FIAB Milano Ciclobby e Matteo, che grazie appunto alla sua chiarezza espositiva ha subito convinto il sindaco della bontà del progetto. Dopo un lungo lavoro di preparazione insieme agli uffici dell'assessorato siamo quindi riusciti a realizzare la prima sperimentazione partecipata di Zona 30 in una grande città in Italia."

Dove. Con il supporto dei tecnici dell’Assessorato alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano, abbiamo individuato l’area d'intervento in una zona, quella del Corvetto, dove sono presenti diverse attività di quartiere: le scuole, la piscina, la chiesa, diverse attività commerciali, i ristoranti, i bar, …, tutte raggiungibili a piedi o in bicicletta dai residenti.

Dopo alcuni sopralluoghi, abbiamo deciso di riprogettare le vie Don Bosco, Tagliamento, Scrivia e piazza San Luigi, perché caratterizzate da criticità purtroppo tipiche delle strade delle nostre città (perché diciamolo, in Italia abbiamo ormai accettato socialmente il non rispetto delle regole della strada!): carreggiate troppo ampie che consentono velocità troppo elevate e sosta in doppia fila, auto in divieto di sosta sui marciapiedi o sulle strisce pedonali, attraversamenti pedonali pericolosi, incidentalità, rumore, …, con conseguente perdita della qualità urbana.

Di seguito, alcune foto delle vie Don Bosco, Tagliamento, Scrivia e di piazza San Luigi prima dell’intervento. 

Gli incontri con il quartiere. La sperimentazione vera e propria è stata preceduta da un ciclo di tre incontri informativi con la cittadinanza fra marzo e maggio ospitati dal Consiglio del Municipio 4, incentrati sui vantaggi delle zone 30 dal punto di vista della sicurezza, della qualità della vita e dello smog illustrati dall’architetto Dondé.

Gli incontri hanno visto fra gli altri gli interventi dell’ingegner Stefano Riazzola direttore della Pianificazione e Programmazione Mobilità del Comune di Milano sulle modalità di partecipazione dei cittadini, del dottor Crosignani che ha illustrato gli effetti sulla salute del traffico di prossimità, della dottoressa Silvia Moroni di AMAT sulla qualità dell’aria a Milano, di Monica Vercesi sull’importanza delle zone 30 per l’apprendimento dei bambini, di Luca Tamini del Politecnico di Milano sui centri commerciali, di Maria Rita Ciceri sulla psicologia del traffico.

Di seguito, alcune foto degli incontri pubblici e della conferenza stampa di inizio dei lavori. 

Zona 30, gente contenta. Il claim non è mio, bensì di Lydia Bonanomi, autrice del libro “Les Temps de Rue” e madrina della moderazione del traffico che incontrai in Svizzera nel 1999 per la mia tesi. Per la Svizzera Italiana fece un piccolo manuale, dal titolo “Zona 30, gente contenta” appunto, in cui evidenziava che la maggior parte delle persone non sa che le zone 30 aumentano la qualità della vita e riducono sensibilmente il rischio di incidenti e che serve quindi una efficace campagna di informazione per creare una nuova cultura del traffico. Per farlo, proponeva già a suo tempo di preparare diverse occasioni di incontro e di divertimento con la popolazione del quartiere, come aperitivi al “tavolo degli incontri” sulla “velocità 30” ogni settimana, giochi di strada ogni primo sabato del mese, etc...

Da qui nasce l’idea delle mie sperimentazioni di zone 30 dal basso, convinto che il coinvolgimento delle persone attraverso una comunicazione diretta sia la chiave del successo: occorre spiegare, raccontare e condividere i benefici di un nuovo stile di vita che altrimenti difficilmente verrebbero compresi ed accettati.

Le sperimentazioni realizzate attraverso un intervento temporaneo, a basso costo e progettato dal basso, hanno proprio lo scopo di far “toccare con mano” i vantaggi della velocità ridotta, permettere ai cittadini di rendersi conto della migliore vivibilità di una strada moderata, della maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada, della riduzione del rumore, dell’aumento della qualità e vivibilità dello spazio pubblico, di proporre eventuali modifiche o migliorie prima della realizzazione definitiva, creando il consenso necessario alla buona riuscita dell’intervento.

La strada quindi come spazio aperto, sicuro e condiviso, da restituire alle persone. In un contesto cittadino più equilibrato l’anziano si sente più sicuro, il bambino può andare a scuola a piedi, il commerciante è contento perché la strada è vivibile se ci sono più negozi, verde e panchine. E se poi la strada è anche bella, vissuta, ben illuminata e frequentata, diminuiscono degrado e delinquenza

Di seguito, alcune foto dell'inizio dei lavori con i volontari ed i cittadini: disegno dei nuovi stalli di sosta, dei raggi di curvatura, degli strumenti di moderazione delle velocità, degli spazi liberati dalle auto e restituiti alle persone. 

L'intervento. Il progetto che ho predisposto ha riguardato i seguenti interventi:   

  • lungo via Scrivia, il restringimento della carreggiata al minimo consentito dalla normativa vigente (più che sufficiente alla circolazione anche dei mezzi di soccorso e pesanti) e la realizzazione di una “chicane” per la moderazione delle velocità alternando i nuovi stalli di sosta a 45° (nello stato di fatto in linea su entrambi i lati della carreggiata) da un lato all’altro della carreggiata. Il numero di stalli di sosta è rimasto lo stesso dello stato di fatto, ma la nuova configurazione ha impedito fisicamente la sosta vietata in doppia fila; 
  • lungo via Tagliamento, l’ampliamento del marciapiede a metà della via per creare una “chicane” per la moderazione delle velocità e ricavare di conseguenza uno spazio con verde e panchine a disposizione delle persone e dei bar presenti lungo la strada;
  • in piazza San Luigi, più che una piazza un parcheggio con frequenti fenomeni di sosta illegale nello stato di fatto, il restringimento delle corsie veicolari ed una diversa disposizione degli stalli di sosta per recupere spazio pubblico a disposizione delle attività commerciali esistenti consentendo di inserire nuove sedute e nuove piante;
  • in corrispondenza di tutti gli incroci, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali attraverso l’ampliamento dei marciapiedi, per impedire la sosta vietata sulle strisce ed aumentare la visibilità tra pedoni e automobilisti, la conseguente riduzione della lunghezza degli attraversamenti (quello di via Scrivia è passato da 12 metri a 3,5 metri, quello di via Don Bosco è passato da ben 16 metri a 3,5 metri!) e la diminuzione dei raggi di curvatura per ridurre le velocità di manovra delle auto all’incrocio.

Come evidenziato, la nuova disposizione, oltre a ridurre la velocità dei veicoli a motore, ha consentito di ricavare nuovi spazi lungo la via per l’inserimento di nuovo arredo pedonale (le splendide sedie, sdraio, tavoli forniti dalla cooperativa Sociale Palm W&P) e piante di varie dimensioni fornite da Podere Restelli, in modo da migliorare la qualità della strada come spazio pubblico, trasformandola da solo asse di scorrimento del traffico veicolare a spazio di relazione tra una pluralità di utenti (automobilisti, pedoni, ciclisti, residenti,..) e di funzioni, favorendo di conseguenza la vivibilità, la convivenza e la socializzazione.

L’esperienza dimostra infine che anche i commercianti della zona, solitamente restii ad accettare questo tipo di soluzioni, possono trarre vantaggio dalla nuova configurazione della strada: la sicurezza e la qualità, accompagnate da un forte marketing territoriale, possono divenire una soluzione fortemente attrattiva, sia nei confronti dei cittadini che dei turisti, e richiamare nuovi consumatori.

Di seguito, alcune foto degli interventi realizzati, dei pannelli per comunicare gli obiettivi dell'intervento (l'importanza della comunicazione) e delle numerose persone che hanno ripreso possesso della strada per passeggiare in tranquillità o sedersi a fare quattro chiacchiere approfittando delle nuove sedute.  

La comunicazione. Ho sottolineato in più occasioni che la comunicazione è una parte fondamentale del progetto di urbanismo tattico, per "creare una nuova cultura del traffico". In questo caso è stata curata dall'Associazione Genitori Antismog che ha dedicato attenzione e cura a tutti gli interlocutori interessati: cittadini, commercianti, ciclisti, pedoni, automobilisti, istituzioni pubbliche, associazioni di quartiere. A riguardo riporto il testo di una delle animatrici dell'Associazione, Dorotea Satey.

La comunicazione si è articolata in tre parti. La prima parte è stata l’ideazione di TréntaMI. Il grafico Raffaele Mirarchi e l’illustratore Angelo Ruta ne hanno tratto un progetto che ha reso TréntaMi il logo declinato in tutti i materiali distribuiti durante la sperimentazione: quartini, volantini e cartelloni esplicativi.  

Volantino

La seconda parte ha visto il coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso una comunicazione “porta a porta” con volantini inseriti nelle caselle postali ed inviti affissi sulle vetrine dei negozi. Abbiamo parlato della sperimentazione “faccia a faccia” con negozianti, ristoratori e residenti raccogliendo opinioni ed obiezioni.
Durante i 4 giorni della sperimentazione questa attività è proseguita con l’affissione di cartelloni su strada per illustrare e raccontare ai passanti l’attività in corso e i suoi benefici.  

Nella terza parte del piano di comunicazione abbiamo sviluppato un’intensa campagna Social su Twitter, Instagram, Facebook (pagine delle Associazioni, della Social Street e pagina “Una strada per amica”). La campagna ha raggiunto un vasto pubblico e numerose interazioni con gli utenti. In particolare grande soddisfazione ha dato un video esemplificativo della moderazione del traffico in via Scrivia con 47.900 persone raggiunte e 25.000 visualizzazioni. Abbiamo inoltre registrato un ampio feedback da parte di numerosi utenti che hanno manifestato il desiderio di realizzare lo stesso intervento di moderazione del traffico nelle zone in cui abitano: il post “Quale via di Milano vorresti così?” ha raggiunto 3.294 persone con 230 interazioni e segnalazioni di vie su cui intervenire.   

Le attività. Come insegnano le esperienze che sempre più spesso vengono sperimentate ormai in tutto il mondo, durante i giorni della sperimentazione sono inoltre state organizzate diverse attività (la ciclofficina, il bookcrossing, toneri di scacchi e dama, aperitivi, un laboratorio fotografico, una biciclettata di quartiere, lavori a maglia, laboratori con carta riciclata, … ), che hanno permesso un maggior coinvolgimento dei residenti ed animato la via in tutte le ore della giornata.

Di seguito, il volantino con l'elenco delle iniziative organizzate durante i 4 giorni della sperimentazione. 

Volantino #TrentaMi

Il sabato ha fatto visita nei luoghi della sperimentazione il Sindaco Sala, per raccogliere le impressioni dei cittadini e valutare l’intervento: i commenti ricevuti sono stati in gran parte positivi, dimostrando la voglia dei residenti di avere quartieri più belli, vivibili, sicuri, e la richiesta generale è stata quella di rendere definitivo l’intervento, apportando le modifiche richieste durante i giorni della sperimentazione, e di estenderlo ad altre vie e quartieri.

L’evento si è poi concluso con un pranzo comunitario organizzato negli spazi liberati di piazza San Luigi, “scendi il piatto”, dove ognuno ha portato qualcosa da mangiare e da bere per festeggiare tutt* assieme la buona riuscita della sperimentazione.

Di seguito, alcune foto della visita del Sindaco Sala nei luoghi della sperimentazione e del pranzo di quartiere che ha concluso l'evento.

I risultati. Le foto potrebbero bastare per dire che è andata benissimo! Sul campo abbiamo potuto constatare come i nuovi arredi e le piante abbiano migliorato in maniera evidente la qualità e la vivibilità della strada, come gli automobilisti si siano facilmente adeguati al tracciato rallentando visibilmente la velocità, come il rumore si sia di conseguenza sensibilmente ridotto con gran plauso dei residenti, come gradatamente le persone abbiano ripreso possesso della strada per passeggiare in tranquillità o sedersi a fare quattro chiacchiere approfittando delle nuove sedute e i ciclisti abbiano percorso le vie con maggior sicurezza dovuta alla ridotta velocità delle auto. Insomma, in poche ore la strada è tornata ad essere quello per cui venne realizzata: uno spazio di incontro e relazione.

Lavorare in strada permette di incontrarsi (e scontrarsi) con le persone, poter spiegare le ragioni e la visione che sta alla base dell’intervento. Durante la sperimentazione molti cittadini si sono dimostrati entusiasti, altri piuttosto contrari, altri ancora - sebbene perplessi in un primo momento - hanno poi cambiato opinione dopo aver visto i risultati.

In questo processo di cambiamento, da un modello auto-centrico a uno condiviso in cui gli spazi urbani sono restituiti a una pluralità di utenti, gioca un ruolo chiave la comunicazione. Il dialogo con i cittadini e una buona informazione su questi temi aiuta la politica a scegliere. In Italia ancora oggi passa l’idea di un conflitto perenne tra utenti della strada: automobilisti contro ciclisti, ciclisti contro pedoni, pedoni contro automobilisti, ecc. Quando invece in Europa si mette al centro del dibattito il benessere e la qualità della vita urbana, che non è frutto di una lotta politica di parte ma un valore universale da cui tutti hanno da guadagnare (anche chi continua a usare la macchina). 

Ringraziamenti. Concludo ringraziando l'assessore Granelli per il sostegno all'iniziativa e la presenza costante, l'ingegnere Stefano Riazzola e tutta la squadra dell’Area Pianificazione e Programmazione Mobilità del comune di Milano, AMAT (Agenzia mobilità, ambiente e territorio) per il contributo alle analisi e alla pianificazione della mobilità del contesto e l'intervento sulla qualità dell'aria di Milano, il Municipio 4 per la collaborazione e l'ospitalità offerta per gli incontri pubblici di informazione, gli sponsor Patagonia e Vittoria Italia, che hanno reso possibile questo progetto, la social street “piazza San Luigi e dintorni” e le associazioni di zona per le attività nel quartiere, Confesercenti Milano e i negozianti che credono come noi che la moderazione del traffico e quartieri più vivibili portino più clienti e più affari, Raffaele Mirarchi e Angelo Ruta per il progetto grafico del logo "ZONA 30" e del contributo alla comunicazione di TréntaMI.

Infine grazie a tutti i volontari di Genitori Antismog (in particolar modo a Lucia Robatto, Dorotea Satey e Monica Vercesi sempre attivissime) e a quelli di FIAB Milano Ciclobby (in particolar modo a Guia Bìscaro) così come ai cittadini che hanno lavorato con noi per realizzare questa sperimentazione. 

Il video della sperimentazione

Regia e montaggio: Daniele D'Aquila - Riprese: Paola Meloni 

Il servizio del TG Lombardia di Rai 3

Rassegna stampa 

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